lunedì 12 dicembre 2011

Battuta all'asta in questi giorni


SWANN PHOTOS 1211

SWANN Galleries - Sale 2265 Lot 193 KANE, ART (1925-1995) "A Great Day in Harlem." Estimate $3,500-4,500


ttp://www.swanngalleries.com

mercoledì 29 settembre 2010

Bravo Danilo!

Un grande piacere leggere notizie come questa (sulla Regione di oggi, 29 settembre). Avere Danilo tra i jazzmen ticinesi è sicuramente un grande onore. In bocca al lupo da tutti noi!

J.D.

venerdì 24 settembre 2010

Un nuovo staff alla testa del Gatto Jazzista

L'esperienza del Jazz Cat Club è molto interessante, e non lo si dice solo per amicizia verso i promotori. Potremmo dire che la loro avventura è unica a livello cantonale e decisamente storica: l'obiettivo è dare continuità a una manifestazione estiva come JazzAscona anche durante il periodo invernale e continuare in un importante opera di sensibilizzazione del territorio verso la musica jazz.

La rassegna di concerti autunnal-invernale quindi «tiene caldi» gli appassionati, offre loro la possibilità di conoscere nuovi musicisti o di rivedere un «best of» di quelli transitati per i palchi asconesi d'estate. Il gatto jazzoso tiene accesa la fiaccola, proponendo spettacoli vivaci e di grande qualità.

Un altro aspetto molto interessante è il supporto «politico» (in senso lato) che il sodalizio, e di conseguenza la rassegna, si sono dati. Il cambiamento ai vertici dell'associazione, coinciso con l'inizio dell'attività di quest'anno, vede infatti Marco de Carli subentrare a Jacques Ducry, e vede altresì entrare a far parte del comitato Mary Bernardasci (in rappresentanza di BancaStato, sponsor principale) e da Emilio Pozzi, direttore dell’Accademia ticinese di Musica Moderna. Si disegna in questo modo un'associazione le cui radici «strutturali» sono fortemente impiantate nella società e negli ambienti economici e culturali.

L'esempio dimostra che chi voglia operare in ambito jazz con la serietà del caso, oggi deve tenere in considerazione in modo ampio la realtà che circonda il mondo musicale. Saranno idee banali, ma non troppo. Mostrano come la pratica della cultura sia un lavoro in cui la ricerca delle sinergie, per quanto complessa e laboriosa, produce ottimi risultati sia in termini musicali sia come ricaduta di arricchimento del tessuto sociale. È un tema che riguarda tutti i jazz-operatori del cantone. Noi, nella nostra piccola jam di idee, ne siamo convinti da tempo.

Basta chiacchiere, ecco l'ottimo programma:

18 OTTOBRE 2010
PINK TURTLE
PRESENT THE NEW CD: “BACK AGAIN”
Patrick Bacqueville, trombone Jean-Marc Montaut, piano
Michel Bonnet, trumpet Laurent Vanhée, bass
Pierre Louis “Pilou” Cas, tenor sax Stéphane Roger, drums
Christophe Davot, guitar & vocals

22 NOVEMBRE 2010
CEDAR WALTON QUINTET
Cedar Walton, piano Darryl Hall, bass
Piero Odorici, tenor sax Willie Jones III, drums
Roberto Rossi, trombone

13 DICEMBRE 2010
SHANNON POWELL’S NEW ORLEANS GROOVE
FEAT. JASON MARSALIS
Shannon Powell, drums & vocals
Jason Marsalis, vibraphone
Roland Guerin, bass

24 GENNAIO 2011
THE BRAZILIAN TRIO
Helio Alves, piano
Nilson Matta, bass
Duduka Da Fonseca, drums


J.D.


mercoledì 22 settembre 2010

Cantarsela e suonarsela

Finita l'estate si torna a bloggare. Tanto per lasciare una traccia nel mondo. Quel mondo che come qualcuno dice «funziona a comunicati stampa».

Qui allegata una pagina della «Rivista di Lugano», 17 settembre 2010, che parla di noi. Per esistere bisogna farlo sapere al mondo. E quindi qui si fa un po' di tutto: gli articoli e le foto e anche la musica, meno male. Grazie a chi ci ha concesso questo bello spazio.

Gran bella serata comunque, stiamo già pensando al battello dell'anno prossimo. Oltre ai Diagonales 2011 e a Winter Meeting 2012. Insomma un sacco da fare. Oltre alle jam sessions... le date sono già fissate: 16 ottobre a Lugano, bar Hollywood; 19 novembre alla Fabbrica di Losone; 30 dicembre allo Spazio lavoro di Noranco.

Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto. Altre foto del battello le trovate qui http://www.duemaniunclick.ch/gallerie/larissa_paola/jazz/showboat2010/boat.html

J.D.

PS: il battello si chiamava «Lugano»

lunedì 15 febbraio 2010

Diagonales 2011: a che punto siamo...

Se lo chiedono e ce lo chiedono in molti: e quindi è importante rispondere. Quest'anno le faccende organizzative sono andate particolarmente in fretta. Come membri del comitato nazionale siamo stati costretti a muoverci con grande rapidità, perché la «macchina» del festival ha accelerato notevolmente i tempi, rispetto al passato.

Possiamo dirvi quindi, riassumendo, che:
  • La lista dei gruppi che parteciperanno alla rassegna nazionale è stata già fissata. Per il Ticino, come sempre, è stato designato un gruppo.
  • Nelle prossime settimane i vari locali e le associazioni coinvolte nell'organizzazione opereranno la loro scelta. Nel giro di qualche mese quindi il programma dei concerti potrà essere stabilito e sarà resa pubblica la lista dei partecipanti.
  • Le date per la manifestazione sono quelle del 13-14-15-16 gennaio 2011. La prima serata ticinese sarà anche la presentazione ufficiale del progetto musicale di «mentoring» che vedrà nuovamente un grande artista della scena mondiale creare un progetto con giovani musicisti svizzeri (ci sono contatti con alcuni grandissimi...). Speriamo di poter continuare la collaborazione con Rete Due in questo ambito, che è stata eccezionale e molto positiva.
Questi sono per ora gli elementi ufficiali e sicuri rispetto al festival. Altre informazioni seguiranno... Se avete domande precise o richieste di informazioni fatevi sentire scrivendo a comitato@jazzy-jams.ch. Segnalateci in particolare i vostri progetti musicali: ci serviranno per allestire la lista dei concorrenti ticinesi delle prossime edizioni. Tenete presente il vincolo fondamentale che è quello legato all'età. Il limite massimo è fissato a 30 anni, ma non è detto che, in futuro, il parametro possa essere rivisto... al rialzo. È un'esigenza segnalata a da molti membri del comitato di Diagonales.

J.D.

venerdì 12 febbraio 2010

Andata e ritorno all'Osteria Unione

La cucina è la più necessaria delle forme d’arte. Dal ribollire delle pentole si sprigionano suoni che diventano musica, i profumi delle spezie raccontano di storie e luoghi lontani.

«Una lacrima nel ragù» è un incontro tra il cibo e l’arte, una serata dove i sapori si fonderanno con la voce degli strumenti e con le storie, divertenti, sensuali, intense, ispirate dal palato di grandi scrittori (Buzzati, Benni, Calvino, Velasquez De Montalban, Dante).

Storie nate in cucina. http://myspace.com/andataritorno

Sabato 27 Febbraio 2010
Spettacolo con cena

ANDATA & RITORNO
“Una lacrima nel ragù”

Osteria Unione
via Indipendenza 16
Riva SanVitale
Tel.091 648 23 53
Prenotazione consigliata

(altre foto?)

lunedì 8 febbraio 2010

Cosa ci aspettiamo da un festival jazz?

Bei tempi: un'annotazione di Carlo Piccardi (pubblicata sul 64mo Quaderno dell'Associazione Carlo Cattaneo, Il Ticino e la guerra, pp.166-67) ci ricorda che il jazz, negli anni 40 era un «contrassegno di modernità» nelle trasmissioni radiofoniche svizzere. Al punto che, nel 1942, per non perturbare le menti della popolazione, l'Unione dei contadini chiese che il jazz venisse trasmesso dalla radio «solo dopo le nove di sera, quando i contadini erano a letto». Bei tempi. A quell'epoca era ben chiaro cosa fosse il jazz, cioè tutto quanto non era «la buona, domestica musica da ballo paesana».

Cosa succede oggi? Scorriamo il programma del Festival jazz di Cully, che sta avendo luogo in questi giorni sulle rive del Lemano. Femi Kuti, Imperial Tiger Orchestra, Manu Katché, Angelique Kidjo, Anouar Brahem contendono il palco a Hank Jones, Viay Iyer, Yaron Herman, Marc Ribot, Charlie Haden. L'appassionato di jazz, storcerà il naso. Si rifugerà dietro le etichette e gli stili, per difendersi da un senso di estraneità. Eppure, una notizia recente ci aiuta a dipanare la matassa: il Grammy Award attribuito all'ultimo album di Joe Zawinul, un disco ticinese, possiamo dire, perché prodotto dalla Rsi e registrato a Estival, nel 2007.

Zawinul era un jazzista? Senza alcun dubbio. Uno dei migliori. E allora bisogna che gli appassionati si rassegnino ad allargare le maglie delle loro classificazioni. Perché è stato proprio lui ad aprire la strada alla contaminazione etnica nel jazz. Confermando la regola espressa più sopra, secondo la quale (allargati i confini naturalmente al «grande paese» mediatico in cui siamo immersi) jazz è tutto quanto non sia «buona, domestica musica da ballo paesana». Alla luce di queste riflessioni vanno riviste secondo noi certezze e incertezze: chi dice ad esempio che l'ultimo jazz festival di Chiasso assomigliasse troppo a una Festate «indoor» deve forse imparare a considerare Festate una rassegna jazz.

J. D.