martedì 16 dicembre 2008

Quello di cui non abbiamo parlato

Prima o poi a chi scrive un blog capita di scusarsi per non aver aggiornato le pagine. La scadenza ideale sarebbe un paio di post alla settimana ma è più facile a dirsi che a farsi. Quindi il nostro osservatorio ha mancato diversi appuntamenti importanti: la chiacchiera jazz si è arenata. Aggiorno brevemente: ci sono in caldo le fotografie scattate alla nostra ultima jam congiunta Amit+Jazzy Jams del 7 dicembre (da scaricare dalla macchina e pubblicare appena posso). Testimoniano di un momento storico che è stato immortalato per i posteri. Una serata davvero bella e piacevole, costellata dalle solite riflessioni su qualità e quantità del jazz. I professionisti hanno dato bellissime dimostrazioni dell'alto livello musicale delle nostre truppe da sbarco locale. Ma anche i dilettevoli jazzomani non si sono difesi male. Onore al merito anzi per il grande Roberto che si è visto caricare le spalle di legna verde... reggendo benissimo la macchina musicale. Magari se ne riparla. E anche dei vini del Tur.

Un'altra cosa che ci siamo persi, invece e purtoppo è stata la contemporanea presenza nello stesso finesettimana di due delle più grandi organiste jazz al mondo: Rhoda Scott e Barbara Dennerlein. Le ha invitate il Jazz Cat Club di Ascona. Personalmente mi mangio le mani per essermele perse tutte e due. I discorsi fattibili sono molti, da questo punto di vista. In primis la presenza femminile nel jazz, tema affascinate e pieno di suggestioni (anche se al limite del banale). Queste due ragazze sono veramente formidabili, hanno un carattere di ferro e devono averne viste veramente di tutti i colori. In secundis, il ruolo dell'Hammond nel jazz. Proprio nei giorni immegiatamente precedenti si stava discutendo con qualcuno il quale esprimeva tutto il suo disprezzo per l'Hammond. È uno strumento strano, ammettiamolo pure. Ma messo nelle mani giuste (Jimmy Smith per esempio) diventa un vero missile di swing. Che poi bisognerebbe anche trovarlo, un organista che suona male. A me non ne vengono proprio in mente (forse Ornette Coleman, se mai gliene venisse l'uzzolo).

Infine segnalo una cosa strana e interessante: jazz in tv al Quotidiano. Sembra impossibil eppure è vero e ce lo scrive Fiorenzo Bernasconi, musicista, didatta e "intramontabile entusiasta", come si definisce lui stesso. Direttore del progetto musciale della Big band virtuale Bernasconi muove le acque attorno a sé (è anche scrittore di cose lacustri) per rianimare la scena musicale. Nella lista dei partecipanti alla sua big band che funziona via email troviamo la crème de la crème del jazzismo nostrano. Quindi, fosse solo per questo, sintonizziamoci... TSI, lunedì 22 dicembre, dopo il Quotidiano.

A presto, feste permettendo.

J. D.

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