mercoledì 29 ottobre 2008

Una rassegna di concerti per giovani talenti


L'iniziativa è molto interessante e va seguita con attenzione. Il Percento Culturale di Migros sosterrà nei prossimi mesi una serie di concerti che permetteranno a diverse formazioni di giovani musicisti svizzeri di esibirsi nei principali club nazionali. Anche il Ticino farà la sua parte, accogliendo al Bar Gambrinus/MusiBiasca di Biasca il 7 dicembre i gruppi Odem e il TrioWollny/Kruse/Schäfer, mentre il 5 marzo 2009 sarà la volta di Red Planet e Rosario Giuliani Quintet al Teatro di Chiasso.

La formula di questa rassegna, che va sotto il nome di "Intro", prevede nel corso di una singola serata l'esibizione di una band emergente e quella di un gruppo affermato, in modo da poter proporre al pubblico un piatto musicale dal doppio interesse.

Informazioni sulla manifestazione di trovano all'indirizzo web www.percento-culturale.ch/intro.

Ecco comunque il programma completo:

1a tournée
Stefan Aeby Trio (www.stefanaeby.com)
Wolfgang Muthspiel 4tet (www.materialrecords.com)

04 nov. 2008 Moods Zurigo
11 nov. 2008 Gambrinus San Gallo
12 nov. 2008 bee-flat im PROGR Berna
13 nov. 2008 Kulturparkett Rapperswil
14 nov. 2008 La Spirale Friburgo
15 nov. 2008 Jazzkantine Lucerna

2a tournée
Odem (www.myspace.com/silviocadotsch)
[em] Wollny/Kruse/Schäfer (www.em-trio.de)

2 dic. 2008 Haberhaus Sciaffusa
3 dic. 2008 bee-flat im PROGR Berna
4 dic. 2008 Jazz a Sarnen
5 dic. 2008 Moods Zurigo
6 dic. 2008 St. Gervais/Groovesound Bienne
7 dic. 2008 Bar Gambrinus/MusiBiasca Biasca

3a tournée
Red Planet (www.manusound.net/redplanet)
Rosario Giuliani Quintet (www.rosariogiuliani.com)

3 marzo 2009 Moods Zurigo
4 marzo 2009 bee-flat im PROGR Berna
5 marzo 2009 Teatro Chiasso
6 marzo 2009 Jazzkantine Lucerna
7 marzo 2009 La Spirale Friburgo
8 marzo 2009 AMR Ginevra

Per informazioni sulla programmazione: Silvio Gardoni, Arts & Communication, Zurigo;
tel. +41 (0)44 242 77 54, fax +41 (0)44 242 77 51, e-mail: gardoni@gardoni.ch

lunedì 27 ottobre 2008

Frammenti di cultura jazz (1)


Fa parte della nostra vocazione, lo dicono gli statuti... quindi io ci provo. Non so se ne avete voglia ma ho scoperto che su Youtube si può vedere tutto intero (diviso in 9 puntate da 10 min l'una) il primo film sonoro della storia del cinema. Un film guarda caso dedicato al jazz, anche se oggi risulta evidente come l'accezione del termine sia mutata.
"Il Cantante di Jazz" è Al Jolson, un bianco che si tinge il viso di nero e indossa un parrucchino riccioluto per mimetizzarsi come si usava nel vaudeville del primo '900 americano. Il film è infatti del 1927.
Qui trovate una scheda ma non è fatta molto bene, secondo me. Manca il punto essenziale: il personaggio principale del film è un ragazzo ebreo che si innamora del jazz e vive un fortissimo conflitto con la cultura della sua razza per dedicarsi a questa musica. Vi inviterei a vederlo perché è una bella testimonianza di come sia cambiata la nozione di cosa è jazz nel corso degli anni. A me sembra che non ci sia proprio niente di jazzistico, a parte forse l'esecuzione di "Blue skies"in cui Jolson rotea gli occhi, gigioneggia sulla tastiera e fa un po' il pagliaccio imitando, penso, lo stile di Fats Waller. Varrebbe la pena di chiedersi cosa rendesse veramente jazz l'esecuzione di Jolson, e cosa la distinguesse dalla musica pop. La menzione di jazz aveva evidentemente una connotazione "nera", graffiante, dinamica. Ma chi riesce a sentirla lì dentro?
Associo questa riflessioni ad alcune annotazioni trovate nell'autobiografia (noiosissima) di Count Basie "God Morning Blues". Basie agli inizi di carriera (1924 o giù di lì) non sapeva di suonare jazz, o perlomeno non gliene importava molto. Lui credeva di suonare ragtime. La stessa cosa mi raccontava tempo fa Al Viola, un chitarrista che aveva iniziato a suonare nello stesso periodo.
Sarebbe interessanta cercare di definire come si è sviluppato il concetto di "cosa è il jazz" nel corso degli anni... agli albori del secondo millennio siamo ancora lì a gingillarci con la stessa domanda. Insomma siamo appassionati di una cosa che non si sa cosa sia. Non dà un certo disagio tutto ciò? Non suggerisce una crisi di identità? Molto meglio di noi stanno gli amanti del tradizionale: loro sanno cosa intendono quando dicono jazz. Ma noi "modernisti"?
Eccetera.

J.D.

sabato 25 ottobre 2008

Parliamo di Diagonales 09


Per la nostra Associazione è un grande successo. E onore al merito al nostro rappresentante in seno al comitato nazionale per le trasferte a cui si sottopone ogni mese da ormai due anni. L'anno prossimo Jazzy Jams, quale rappresentante ufficiale per la Svizzera italiana, organizzerà la serie di concerti che ogni due anni anima i principali locali jazz elevetici. Toccherà a noi per la prima volta, dopo che le precedenti edizioni erano state ospitate da altriSuoni (membro fondatore di Diagonales) nel proprio festival "A qualcuno piace jazz", .


La formula che proporremo sarà leggermente diversa da solito, ma nemmeno troppo. In primis lo spazio di collaborazione con altriSuoni sarà conservato e la piccola ma dinamica casa discografica ticinese avrà una serata tutta per sé per presentare due delle sue bands. L'accordo raggiunto è assolutamente soddisfacente e va nella direzione di promozione di collaborazioni che JJ persegue da sempre.


Un importante differenza tra questa e le edizioni di Diagonales precedenti è che lo scorso anno la nostra associazione ha promosso un concorso tra gruppi ticinesi per scegliere una formazione da sottoporre alle selezioni nazionali. Abbiamo sollecitato giovani musicisti ad inviare le loro proposte discografiche in ambito jazz e dell'improvvisazione e tra la decina di proposte ricevute abbiamo infine scelto (attraverso una votazione che ha coinvolto tre professionisti del settore) il gruppo di Max Pizio Red Note Jazz Trio.


Il gruppo si esibirà quindi in una serie di concerti in locali della Svizzera interna, mentre in Ticino arriveranno alcune delle formazioni che ci sono sembrate più interessanti ed originalil nell'ambito della nuova onda di giovani jazzmen elvetici. Ci auguriamo di poter contare sul sostegno di tutti. Diagonales, per come la vediamo noi è una grande opportunità da sfruttare per far conoscere e mettere a frutto la ricchezza del nostro parco musicisti jazz.
Dal punto di vista logistico (e organolettico...) la collaborazione con l'Osteria Unione di Riva San Vitale è una soluzione come sempre ottimale.
Il programma è già definito ma non è ancora pronto per la stampa quindi rinviamo ad un prossimo post la pubblicazione. Cominciate a riservare comunque le date del 15-16-17-18 Gennaio 2009.



lunedì 20 ottobre 2008

Jam session del 17.10.08


Arriveranno a giorni le foto che un gruppo di ragazze ci ha gentilmente scattato durante la serata. Per ora va sicuramente segnalato l'ottimo livello musicale della jam, a cui hanno dato smalto le performance di amici "professional" come Hilaria Kramer e Luca dell'Anna. Per il resto la band "gruppo base", quello che scritturiamo preventivamente per offrire la garanzia minima di un accompagnamento ai partecipanti alla jam session, è stata per una volta sprovvista di pianoforte.

{Scrivo queste cose perché ho notato che molte persone non sanno come funziona una jam. Chi fa parte dell'entrourage di jj ormai è abituato, ma molti degli spettatori non capiscono cosa succeda sul palco. Venerdì mi è capitato di spiegare due volte la faccenda del gruppo base e dell'alternanza dei musicisti ogni 3-4 pezzi. Qualcuno mi ha addirittura chiesto quale gruppo stesse suonando. Era un momento in cui su sei musicisti solo due suonano nella stessa formazione}.

Abbiamo sentito un po' la mancanza di fiati e speriamo che i colleghi saxisti tornino a farci compagnia. Per il resto si sono sentite alcune new entry in repertorio, come "maiden voyage" e un pezzo di Hubbard, Little Sunflower.

Trascuro volutamente gli aspetti enogastronomici perché questo vorrebbe essere un blog musicale. Ma sapete già come la penso...

J.D.

giovedì 16 ottobre 2008

Un blog per chiacchierare di jazz


Tra appassionati di jazz e di calcio a volte non ci sono molte differenze: la stessa testardaggine, la stessa ingestibile pignoleria, lo stesso sentimento di "aver capito tutto".
Parliamone.