Un articolo interessante (ma forse no) pubblicato sull'Economist di qualche settimana fa spiega a cosa serve la musica. Le conclusioni sono tutte darwiniane: a) è funzionale all'amore perché serve a favorire l'incontro di adolescenti e quindi la procreazione b) serve a far incontrare e stare insieme le persone quindi crea gruppi coesi più capaci di sopravvivere e quindi piu funzionali al disegno della natura.La buona notizia è che che c'è una forte correlazione tra attività sessuale e pratica musicale. L'altra buona notizia è che questa cosa è stata misurata da Geoffrey Miller, biologo dell'Università del nuovo Mexico. Terza buona notizia è che questa cosa è stata misurata in particolare analizzando un gruppo di jazzisti.
WOW!
Che il jazz fa cuccare lo sapevamo fin dall'inizio, altrimenti perché ci saremmo messi a suonare questa musica?
Calma però: i risultati della ricerca sono messi in discussione da altri biologi, i quali affermano che la musica è un po'come una ricetta e che se improvvisamente sparisse nessuno se ne accorgerebbe. Cito per spiegare: "This is what Steven Pinker, a language theorist at Harvard thinks. He once described music as an auditory cheesecake and suggested that if it vanished from the species little else would change". In pratica dice 'sto Pinker: "la musica soddisfa un desiderio che non è naturale ma culturale". Quindi, può nascere solo dopo che gli altri appetiti sono saziati.
Io non lo so ma questi discorsi mi fanno venir fame...
Comunque era l'Economist del 20 dicembre scorso
J. D.
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