... restiamoci per parlare del festival che è stato presentato nei giorni scorsi alla stampa. Sarà il 25mo anniversario (dal 25 giugno a 5 luglio) e sembra ieri che andavamo in Piazza Cioccaro ad ascoltare Oscar Klein in quel New Orleans festival luganese che era l'UR-Jazzascona.A parte il fatto che la comunicazione è diventata talmente precoce che in gennaio siamo qui a parlare di un festival che ci sarà fra sei mesi (d'altra parte è vero che per bucare il silenzio stampa di cui sembra afflitto il jazz bisogna mart(in)ellare i media 6 mesi prima) per quel che riguarda Jazzascona viene in mente quello slogan di "Radio varese 100 e 700" (erano più o meno gli anni di cui sopra): "l'unica radio libera nell'occidente occupato". E JA è certo "l'unico festival jazz nel panorama ammorbidito" delle rassegne in cui si mescola tutto per non scontentare nessuno.
Anche loro hanno i bei grattacapi: tra sponsor e albergatori tutti sono lì a pregarli in ginocchio di cambiare tiro: "e portate un bell'evento!", "e invitate qualche pop star!", "e facciamo un bel concertone che la gente poi parla di noi".
Ragazzi è dura: l'uomo lametta Nicolas "Gillette" tiene duro e, ziczic, ci porta qui anno dopo anno dei grandi della storia del jazz. Da essergli riconoscenti, non è uno scherzo. Quest'anno arriva, ad esempio Chris Barber. E perché non andare a sentirlo, sto vecchietto che ha il merito del grandissimo divulgatore?
I nomi che si fanno per ora sono interessanti ma Gilliet sta ancora ben abbottonato. Si parla di soul-jazz (il batterista Bernard “Pretty” Purdie, l’organista Reuben Wilson) e del mito di Big Joe Willams rivisitato da Kevin Mahogany. Kansas City sembra la città di riferimento al New Orleans Festival. Vediamo come va. Ma se vi siete persi JazzAscona in questi ultimi anni è un po' peccato.
Attenti alla Sindrome del Ceneri: parlando di jazz ai sottocenerini sembra più vicino Milano, ma non è così...
J.D.
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