martedì 16 giugno 2009

Un pioniere del jazz in Italia

È aperta fino all'8 novembre la mostra "Sentite buona gente", allestita nelle sale del Castello di Sasso Corbaro a Bellinzona. L'esposizione è dedicata a Roberto Leydi, il maggiore etnomusicologo italiano del '900, ed è costruita sui materiali che Leydi ha regalato all'Archivio cantonale ticinese. Lo studioso ha infatti lasciato al nostro cantone la sua collezione di strumenti folkloristici e un'abbondantissima ed eclettica raccolta di materiali legati alla sua attività di ricerca.

Oltre agli aspetti più chiaramente folcloristici, ai malati come noi può interessare il fatto che Leydi è stato un grande appassionato di jazz. Nel secondo dopoguerra si è fatto promotore di iniziative di divulgazione della musica neroamericana in Italia. Ha organizzato concerti, promosso pubblicazioni di vario genere. Tra le attività editoriali da segnalare in particolare che è stato fondatore con Arrigo Polillo di «Musica jazz», un dato assolutamente eloquente.

A testimonianza delle sue attività alcuni album tratti dalla sua raccolta discografica, molte foto curiose, alcune pubblicazioni e le prime copie della rivista «Jazztime»: la grafica era stata da Leydi affidata a Max Huber.

Citazione leydiana: «Chi sa cantare bene o suonare bene uno strumento non può essere stupido».

Gli crediamo sulla parola.

(nelle foto: Leydi con Armstrong, arrivato in Europa nella sua famosa tournée del '55; con Gillespie, a cui mostra il suo «Jazztime»; con Bill Big Broonzy ! (e Arrigo Polillo); con l'etnomusicologo Alan Lomax. Tutte le foto sono state «copiate» col telefono cellulare direttamente dalle pareti dell'esposizione... sorry for the quality...)

J. D.

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