sabato 4 luglio 2009

I ragazzacci di JazzOrama

È dura aggiornare il blog d'estate... probabilmente è anche dura leggerlo. Comunque va sottolineato che non abbiamo detto una parola dei grandi festival che in questa settimana hanno occupato la scena ticinese. Speriamo che non si offendano. Ma d'altra parte da soli "saturano" tutta la banda comunicativa e non hanno certo bisogno di ulteriore risonanza.

Una cosa va segnalata, però. È il piccolo spazio "vintage" allestito da JazzOrama nelle aule del Papio, ad Ascona, manifestazione collaterale al festival. I ragazzi di Uster sono formidabili per inventiva e applicazione. Ogni anno presentano una mostra tematica e allestiscono un mini shop in cui vendono i doppi tratti dal loro archivio. Sono decine di LP, audiocassette, videocassette, CD e libri (questi ultimi davvero eccezionali) a prezzo scontatissimo e in ottime condizioni.

Chi scrive ha già comprato molti libri altrimenti introvabili e fondamentali (tra cui l'Enciclopedia del jazz di polillo del 1969). Sono libri che in Ticino non arriverebbero, perché fuori catalogo da tempo e in lingua originale. Si tratta di libri non per tutti i palati, è vero. Non so quanti ticinesi possano avere interessa a leggere la biografia di Big Bill Broonzy in lingua originale (esclusi i presenti, ehm ehm). Ma molti sono perlomeno sorprendenti e possono stuzzicare numerose riflessioni in un normale appassionato.

Provate questa, ad esempio, tratta da "Father of the blues", la biografia di W.C. Handy, pubblicata da Arna Bontemps, edita da Collier Books, 1970.

A una nota dell'editore che voleva togliere delle sezioni di testo dal libro, Handy replica così:

"I disagree with you in the matter of deleting the reference to bird and animals in the second chapter. By all means keep that in, it estabilishes a very important fact. The genius doesn't find his music in books and notes but in nature. He hears the music of the stream, the brook, the ocean, and makes notes out of them. I would not consent to take this out" (p. X dell'introduzione)

"Non sono d'accordo con lei sulla faccenda di togliere i riferimenti a uccelli ed animali dal secondo capitolo. Mantenetelo ad ogni costo perché afferma una cosa importante. Il genio non trova la sua musica neui libri e nelle note ma nella natura. Sente la musica della corrente del fiume, del ruscello, dell'oceano e trae le note da quelli. Non le consento di eliminare il riferimento".
A me sembra molto bello.

W.C. Handy era quello che sui biglietti da visita aveva scritto "Inventore del Blues". Il jazz invece lo ha ufficialmente inventato Jelly Roll Morton e anche lui l'aveva annotato scrupolosamente sui suoi biglietti da visita. Tutta roba che ho scoperto leggendo i libri dei ragazzacci di JazzOrama.


J. D.

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