lunedì 19 ottobre 2009

Quando il jazz è incazzoso

Leggete qui, purtroppo solo in tedesco

Capita ogni tanto di sentir dire: «Quelli che vanno a vedere i gran premi di F1 ci vanno solo sperando di veder capitare un incidente». Altrettanto si potrebbe dire di chi va a vedere Keith Jarrett: spera sempre di vederlo incazzarsi.

È quello che Jarrett ha fatto nel corso del suol ultimo concerto a Zurigo, la scorsa settimana. Per fortuna la rabbia è venuta fuori solo al secondo bis. In pratica dopo un'ora e passa di musica che sembra essere stata veramente stupenda. Qui la faccenda diventa controversa: o da parte sua c'è la volontà nascosta di insolentire sul pubblico, odiandolo dopo avergli offerto il meglio di sè, oppure si tratta di una semplice manifestazione isterica, da godere come di una chiassata dei Legnanesi.

Insomma, la fregatura succede quando Jarrett si incavola "prima" di aver suonato divinamente (vedi Perugia). Se lo fa dopo non è più importante. Anzi è divertente. Agli zurighesi della Tonhalle è andata bene.

Certo che l'uomo è strano: se davvero si è arrabbiato perché durante il concerto aveva visto la lucina rossa di una telecamera, poteva fermarsi prima e farlo notare alla sicurezza. Venire a reclamare durante il secondo bis, chiedendo al colpevole di autodenunciarsi e consegnare sul palco la telecamera, invitandolo oltretutto a chiedere scusa pubblicamente, sembra proprio una cosa ridicola.

Un pregio comunque la cosa l'ha avuta: per un giorno intero sul sito del Tages Anzeiger i lettori hanno discusso di jazz, postando una trentina di commenti all'articolo. La stessa cosa che succede sul nostro blog... :)

J.D.

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