mercoledì 4 novembre 2009

I consigli di Bucky

Un bel concerto, lunedì sera ad Ascona, per la serie organizzata dal Jazz Cat Club. Quattro musicisti d'area svizzero tedesca (includiamo tra loro ormai anche il simpatico Alessandro d'Episcopo, che sta sbrigando le pratiche per cambiare il nome in Alex Von Bishoff) e due maestri over '80 (non è il peso) a ricordare i fasti del jazz di Benny Goodman. Contenuto e misuratissimo, da grande artista Bucky Pizzarelli (la sua «Nuages» è stata un vero miracolo di genio e giovinezza, con la sette corde in grandissimo rilievo per i suoi aspetti armonici). Vulcanico e divertente Peter Appleyard, sorta di Peter Pan scatenatissimo, tanto da mettere in difficoltà i giovani compagni.

Sala gremita e fatica trovar posto, ciò che mostra come la gente abbia ancora voglia di uscire di sera per ascoltare del buon vecchio swing fatto come si deve. E d'altra parte Pizzarelli e Appleyard erano due grossi nomi. Un ottimo colpo per i gatti asconesi e un concerto decisamente storico.

Spulciando le interviste di Pizzarelli su internet è capitato di trovare questo bel passaggio, che è sicuramente utile per musicisti che praticano il jazz da dilettanti, ma anche per i giovani che volessero diventare professionisti:

Any advice you'd like to give young jazz players who want to make a living playing jazz?

BP: Well, you gotta know every song in the book. You need to know all the good ones. Buy the Johnny Mercer book, the Duke Ellington book and all the others. Know them all and that's the whole business. Go buy the books. And just do gigs. Learn all the songs. And you have to learn to play rhythm guitar! A lot of young guys can't do that. You gotta be able to back the other musicians. You gotta back 'em up.

(l'intervista completa è qui)

Grazie Bucky! Di poche parole, ma eloquenti.

J. D.

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