martedì 27 gennaio 2009

Francesco Cafiso ad Ascona: una lezione di jazz

Cominciamo dalla fine. Gli amici jamsessionisti che non sopportano più di sentire Autumn Leaves avrebbero dovuto ascoltarne la versione data ieri sera al Teatro del Gatto di Ascona da Francesco Cafiso e dal suo quartetto. L'ha suonata addirittura come brano di chiusura del concerto, come vertice di una serata assolutamente stupenda. La chiave (potrebbe insegnare a noi jamsessionisti un po' scolastici il piccolo grande sassofonista) non sta nello spartito ma nell'interpretazione e nella costruzione "all'impronta" dell'arrangiamento. E se anche la melodia non è suonata con tutte le note non è così importante.

Di My Funny Valentine, ad esempio gli sono bastate una decina di note, prese qua e là apparentemente random. Il focus dell'esecuzione era invece nell'ascolto reciproco, nella costruzione dell'atmosfera con i suoi partner, il giovanissimo pianista Dino Rubino, e i grandi Fioravanti e Bagnoli. Non si fa nessuno scrupolo, il giovane Cafiso: a chi si aspetta di ascoltare un diciannovenne fresco di scuola, tutto pattern parkeriani e pulizia di tocco si scontra invece con un ragazzino che ha perfettamente interiorizzato le possibiltà espressive dell'alto, da Sydney Bechet a Ornette Coleman. Cattivo e sporco quanto basta a ricordarci che il sax sa essere una voce lacerante. Poi Cafiso ci mette del suo quando inserisce nel fraseggio hard bop scale e melodie mediterranee, in grovigli di semitoni velocissimi e ipnotici. Una musica nuova, intrigante, che non ti fa mai perdere la concentrazione, ti sorprende e stuzzica come il free quando è intelligente.

Il programma della serata era costruito sugli standards di cui sopra, più Beautiful love (che versione! tempo raddoppiato su ritmo cubano, sarebbe piaciuta ad Uri Caine - vi ricordate il suo commento quando l'avevamo suonata al workshop? "OK, now, let's play it... faster..!"), Dolphin street, Round Midnight e Star fell on Alalbama. Per me sconosciuti e bellissimi Don't ask (Rollins), Angelica (Ellington), Parisian Throughfare (Powell).

Dopo il concerto siamo rimasti a chiacchierare con Cafiso e Rubino, complici Gilliet e Martinelli, padroni di casa. Il ragazzo è davvero in gamba, ha una lucidità e una maturità impressionanti per un 19enne. Nel chiacchierare si siede al pianoforte e inizia a suonare... Dovevate sentire come Cafiso suona il pianoforte, suo secondo strumento...

Riflessione finale: sarebbe interessante un prelievo di sangue e un analisi del DNA del giovane sassofonista siciliano. Se è vero che ha saputo sviluppare le sue doti nascendo in una famiglia dove nessuno aveva mai ascoltato jazz, dovrebbe essere abbastanza semplice individuare il fattore "J" da un confronto con il DNA di famiglia. Cafiso il jazz l'ha veramente nel sangue. Credetemi.

J.D.

venerdì 23 gennaio 2009

Un buon festival lo vedi dal programma...

... e il programma del Festival jazz di Chiasso (Buchi neri. Nel vortice di nuove energie musicali) è veramente splendido. A fianco di alcune vecchie glorie, che non ci si stanca mai di ascoltare (tipo Dave Liebman, Chico Freeman, David Murray), ci sono altri "giovani" su cui vale la pena di aggiornarsi, per seguire la loro maturazione artistica (quanto tempo è che non arrivava più da queste parti Matthew Shipp? L'ultima volta doveva essere il 2001, con David S. Ware). E D'Andrea? (me lo ricordo alla Meridiana, Balerna, nel 1982).

Importante la serata d'apertura a Como il 7 febbraio, al Teatro Sociale, con una formazione di ragazze veramente interessante. Il resto dei concerti, come sempre allo Spazio Officina, il 12, 13, 14 febbraio. Con Reto Weber, Erika Stücky, svizzeri tra i più bizzarri in commercio.

E DJ Gino, mito vivente.

Qui il programma

Passate parola: questo, è il nostro Willisau, dobbiamo sostenerlo... Una raccomandazione: vietato ironizzare sulla metafora fisico quantistica...

J. D.

lunedì 19 gennaio 2009

Le foto di Paola e Larissa su Picasa

Velocissime, ce l'hanno fatta in fretta. Ecco le immagini di due serate dei Diagonales. Un bellissimo ricordo di cui dobbiamo ringraziare le due appassionate.
D'altra parte è vero che il jazz ha saputo fornire ottimi soggetti ai fotografi.

Clicca qui per vedere le due gallery

Grazie ragazze!

Rassegna stampa: dopo i Diagonales 09

Bellissimo articolo sul Cdt di sabato che ci ha dato una mano a rilanciare gli ultimi due appuntamenti di sabato, appunto, e di domenica mattina.
Grazie ad Andrea Meni e alla redazione cultura e spettacoli del Cdt.

Nei prossimi giorni, appena fatto ordine nelle scartoffie, torneremo con una valutazione sui Diagonales. L'esperienza comunque è stata molto istruttiva. Tanto per capire come gira il jazz a livello nazionale. Giovedì sera abbiamo potuto partecipare ad uno scambio di opinioni tra il presidente di Diagonales e Christian Steulet, membro di comitato, che erano a Lugano per presenziare all'apertura del festival. È sempre incredibile notare come a livello nazionale le energie si muovano attorno a questo genere musicale, che sembra essere davvero una forma d'arte da proteggere.

Il jazz non è in via d'estinzione ma mantenerlo vivo è difficile. Anche con Bugge ne abbiamo discusso... ne riparleremo.

J. D.

venerdì 16 gennaio 2009

Saluti da Bugge!

Una serata indimenticabile, musica veramente stupenda. I nostri giovani Diagonaliani, Elina Duni voce,
Zeno Gabaglio violoncello, Urs Vögeli chitarra, Cyril Moulas contrabbasso, Arno Troxler batteria se la sono cavata benissimo e nonostante una piccola incertezza iniziale hanno potuto veramente dare il meglio di sè. Quello che ci è sembrato davvero interessante del concerto, infatti, è che Bugge, nonostante abbia portato a Lugano una serie di 5 partiture scritte originali (e che partiture, ragazzi: incastri di tempi spaventosi, melodie "fuori" dall'armonia, momenti di delicatezza e rarefazione davvero difficili da mantenere) ha rispettato in pieno lo stile e la personalità di ognuno dei giovani solisti. In questo modo il progetto non è stata una semplice "accademia musicale" ma un maturo esercizio di ottimo jazz.

Un'altra cosa molto significativa è stata l'esordio di Bugge, il modo con cui ha presentato il concerto al pubblico, in grande umiltà,: "Vi propongo una serie di idee che ho trascritto per questa serata e che spero possano diventare musica". Molto bello.

Speriamo che Paolo Keller (grazie infinite e alla RSI e a Rete due per aver reso possibile tutto quanto e per aver coperto mediaticamente il festival) programmi presto il concerto, in modo che si possa gustare ancora meglio il valore della serata. L'esperienza dimostra che la registrazione dà sempre una versione ancora migliore delle performances alla radio. Santo, che è andato a origliare in regia durante il concerto, ha potuto ascoltare qualcosa dai monitor del mixer principale e conferma...

Alleghiamo scansione (clicca sopra per ingrandir) della la reliquia della serata, il manifesto che i membri del gruppo ci hanno firmato alla fine della rituale pizzata in compagnia. Proprio una bella avventura.

Le foto seguono a breve su Picasa. Ci vediamo stasera... E domani... E domenica...

J.D.

martedì 13 gennaio 2009

Diagonales, ci siamo!

Stanno provando: i ragazzi si sono incontrati con Bugge Wesseltoft stamattina e stanno già mettendo in piedi il repertorio. Da fonti segrete (Santo che origlia alla porta) pare che i pezzi siano veramente formidabili e soprattutto che i musicisti (Arno Troxler: batteria; Cyril Moulas, basso; Urs Vögeli, chitarra; Zeno Gabaglio, violoncello; Elina Duni, voce) si siano sintonizzati immediatamente sulle partiture di Bugge.

Il concerto di domani sera si annuncia quindi come veramente strabiliante...

Per quello che riguarda le prossime serate all'Osteria Unione di Riva San Vitale e il Jazz Matinée di domenica vi ricordiamo:
a) che i concerti sono ad entrata libera (c'è una maggiorazione sulle bibite)
b) che chi vuole può prenotarsi per cena (menù dai 20 franchi in su, bevande escluse). Telefonare velocemente allo 091 648 23 53 perché i posti non sono molti.

Ci vediamo là?

J. D.

mercoledì 7 gennaio 2009

Una mostra dedicata al rapporto tra jazz e pittura, a Trento

Acci, questa notizia è arrivata un po' tardi. Forse si riesce comunque ad andare a vederla (dopo i Diagonales, ovviamente...). È in corso al Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto l'esposizione «Il secolo del jazz. Arte cinema musica fotografia da Picasso a Basquiat» (aperta fino al 15 febbraio 2009).

La cosa è davvero molto interessante e basta la fotografia qui accanto, a nostro avviso, a qualificare il senso dell'esposizione. Esposizione che, secondo il catalogo:"è organizzata intorno a una timeline che si sviluppa nel corso degli anni presentando puntualmente dischi, partiture e documenti storici significativi che saranno il filo rosso della mostra. E si amplia dedicando ai principali protagonisti delle arti visive specifiche sezioni storiche che ripercorrono le più importanti tappe dello sviluppo della musica jazz. Dalle opere dei grandi artisti del ‘900 come Henri Matisse, Jackson Pollock, Mondrian o Jean-Michel Basquiat, alle creazioni artistiche degli autori della Harlem Renaissance come Winold Reiss, Palmer Hayden e Archibald Motley, Jr., passando per i lavori del periodo della Free Revolution, come The Block II di Romare Bearden, fino a testimonianze documentarie eccezionali come i Soundies, gli antenati dei videoclip girati tra gli anni Trenta e Quaranta".

Proprio una bella cosa da consigliare. Che si fa? Si noleggia un pulmino? (dopo i Diagonales, ovviamente...).

J. D.

domenica 4 gennaio 2009

Ho trovato questa...

La musica è una forza terapeutica. Ha la capacità di superare le barriere. Può toccare direttamente il cuore, può parlare alla profondità dello spirito, dove non c'è bisogno di parole. È la più forte forma di comunicazione ed espressione della bellezza. Mi riferisco spesso ai miei partner musicali come "medicine men", perché ogni volta che suoniamo insieme c'è tra noi un'unità guaritrice che permea l'atmosfera.

Dobbiamo andare avanti, tutti i grandi che sono venuti prima di noi insisitevano su questo. È nostro compito di alzarci e cantare la canzone, il viaggio e l'inseguimento sono infiniti. Prima di morire Maestro Higgins mi disse queste parole: "dobbiamo continuare a lavorare su questa musica" e fino a che potrò farlo lo farò. Ognuno di noi ha la sua esperienza e da questa qualcosa viene trasmesso. Per me lo scopo della vita è conoscere Dio e il desiderio della vita spirituale continuerà in me finché avrò fiato. L'inseguimento e la musica sono la stessa cosa.

Charles Lloyd

Musica e sostenibilità: intervista a Brad Shepick

Il nostro grande Roby ci segnala un'intervista rilasciata dal chitarrista americano Brad Shepik, "Sounding A Global Warming Warning", raccolta da Franz A. Matzner di AllAbout Jazz. È un testo molto interessante e illuminante, per certi versi, di un'attitudine musicale ecologica, attenta alla sostenibilità.

Meriterebbe una precisa traduzione, cosa che richiede tempo e lavoro... per ora ci accontentiamo di pubblicare il link diretto all'intervista inglese , cosa che è del resto perfettamente rispettosa del lavoro di Allaboutjazz, che Dio li rimeriti.

Pare che Shepik ci abbia concesso il diritto di pubblicarla sul Blog: a questo punto la traduzione si impone. Qualcuno si offre? Cominciamo a leggerla, comunque e, se volete e a discuterne.
Un buon modo per cominciare l'anno, no?

Augurissimi a tutti. Di cuore.

J. D.