sabato 21 febbraio 2009

Concerti di Rete Due

Ecco il programma della nuova serie di concerti alla Radio. Ricordo ai nostri soci che la tessera di JJ dà diritto ad una riduzione del prezzo del biglietto (se andate a tutti concerti avete quasi ammortizzato l'iscrizione a JJ!) .

Un'altra annotazione: il primo concerto si tiene nello stessa serata in cui è prevista la nostra assemblea. Seo&Seo promettono che tutto sarà pronto in tempo utile per per permettere a chi volesse di salire fino alla radio dopo cena.
Tanto siamo a 2 passi.


Mercoledì 4 marzo 2009 RSI Lugano Studio 2 20:45
YARON HERMAN TRIO
Un pianista israelano, vera rivelazione e tipo molto interessante giovanissimo: ha lasciato la Berklee School perché la trovava poco adatta a lui, si è piazzato a Parigi ed è diventato un dio.

Lunedì 16 marzo 2009 RSI Lugano Studio 2 20:45
CARLA KIHLSTEDT "2 FOOT YARD" TRIO
È la violinista del gruppo di Fred Frith che ha suonato qui loscorso anno

Giovedì 26 marzo 2009 RSI Lugano Studio 2 20:45
PETER SCHAERLI TRIO & ITHAMARA KOORAX
Opening
GABRIELE PEZZOLI TRIO
Serata svizzera, mo lto interessante e da non perdere

Martedì 7 aprile 2009 Lugano Teatro Cittadella 2000 20:45
CHARLES LLOYD QUARTET
No comment: quando lo citai non sapevo che sarebbe arrivato...

Giovedì 23 aprile 2009 RSI Lugano Studio 2 20:45
BOBBY PREVITE & THE PAN-ATLANTIC BAND
Paolo dice che non ha più i capelli blu. Ma il batterista probabilmente è il solito pazzzo di sempre (detto in senso buono, neh)

J.D.

mercoledì 18 febbraio 2009

Un quiz, quasi un rebus


Bellissimo video che vi dà indicazioni sul menu proposto da Seo&Seo per la cena sociale del 4 marzo 2009. A proposito, ecco la convocazione. La riceverete per email.

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Convocazione Assemblea 2009 di Jazzy Jams

Ai soci e ai simpatizzanti della nostra associazione

Cari amici, vi comunichiamo che
mercoledì 4 marzo 2009 alle ore 19.00, a Spazio Ado
(Via Besso 42a, Lugano)

si terrà l'assemblea annuale di Jazzy jams
Ordine del giorno:
- Elezione del presidente di giornata
- Elezione degli scrutatori
- Lettura del verbale Assemblea '08
- Saluto del Presidente e rapporto d'attività 2008
- Discussione e approvazione del rapporto
- Presentazione dei conti e rapporto dei revisori
- Approvazione dei conti
- Nomine statutarie
- Eventuali

All'assemblea seguirà la tradizionale cena offerta dall'associazione.
Vi invitiamo a partecipare alla serata e a portare idee e proposte creative per
contribuire al rinnovamento delle attività della nostra "jam session" di idee.
Un abbraccio e al piacere di incontrarvi

Il Comitato
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J.D.

martedì 17 febbraio 2009

Rendiamoci Utili!!!

Cristina Galbiati di Trickster Teatro di Novazzano ci chiede un'aiuto. Per sonorizzare il prossimo spettacolo della compagnia le piacerebbe trovare le musiche che ha ascoltato su questo sito web: http://www.cardiffmiller.com/artworks/walks/index.html

I brani sono :
_Ps walk 2001 (inizio)
_Munster walk excerpt #3 (inizio)
_Munster walk excerpt #5 (verso metà)

Qualcuno di noi può darle una mano a identificare gli artisti o a suggerire qualcosa di analogo?

Grazie da Cristina (che ci offre in cambio un biglietto gratuito per lo spettacolo)...

J.D.

giovedì 12 febbraio 2009

Il festival delle sovrapposizioni + le Assemblee!

Ammesso e concesso che sia una cosa importante, questo we ci sarà il Festival di Chiasso. E, come al solito, brama di jazz che invade le nostre regioni fa sì che qualcuno programmi dei concerti nelle stesse date. Che dire? Teniamo i pugni a tutti e ricordiamo che :
  • Sabato 14 febbraio al Caffè Olimpia di Lugano Anna Bacchia docente di canto presso la Scuola di musica moderna presenta il suo ultimo progetto musicale: Raccontare in jazz.
    I musicisti: Anna Bacchia voce, Antonio Zambrini piano, Stefano Dall’Ora contrabbasso, Marco Castiglioni batteria. L’entrata è gratuita, inizio ore 21:30
  • Venerdi 13 febbraio, ore 21, sala consigliare di Gavirate (VA), Tribute to Bill Evans: con Roberto Olzer piano, Marco Conti contrabbasso, Marco Zanoli -batteria.

Fuori concomitanza invece:
  • lunedì 16 febbraio, Sala del teatro del Gatto, Ascona, i francesi Jazzpel, formazione emergente che propone un coinvolgente mix di jazz e gospel.

IMPORTANTE: ASSEMBLEE !!!

- assemblea annuale AMIT, 15 Febbraio alle ore 14.30, studio di Ivano Torre " spazio culturale temporaneo", piazza indipendenza 1 a Bellinzona

- assemblea Sociale Jazzy Jams avrà luogo invece il 4 marzo 2009, allo Spazio Ado, ore 19.00

mercoledì 11 febbraio 2009

A cosa serve la musica? ;)

Un articolo interessante (ma forse no) pubblicato sull'Economist di qualche settimana fa spiega a cosa serve la musica. Le conclusioni sono tutte darwiniane: a) è funzionale all'amore perché serve a favorire l'incontro di adolescenti e quindi la procreazione b) serve a far incontrare e stare insieme le persone quindi crea gruppi coesi più capaci di sopravvivere e quindi piu funzionali al disegno della natura.
La buona notizia è che che c'è una forte correlazione tra attività sessuale e pratica musicale. L'altra buona notizia è che questa cosa è stata misurata da Geoffrey Miller, biologo dell'Università del nuovo Mexico. Terza buona notizia è che questa cosa è stata misurata in particolare analizzando un gruppo di jazzisti.

WOW!

Che il jazz fa cuccare lo sapevamo fin dall'inizio, altrimenti perché ci saremmo messi a suonare questa musica?

Calma però: i risultati della ricerca sono messi in discussione da altri biologi, i quali affermano che la musica è un po'come una ricetta e che se improvvisamente sparisse nessuno se ne accorgerebbe. Cito per spiegare: "This is what Steven Pinker, a language theorist at Harvard thinks. He once described music as an auditory cheesecake and suggested that if it vanished from the species little else would change". In pratica dice 'sto Pinker: "la musica soddisfa un desiderio che non è naturale ma culturale". Quindi, può nascere solo dopo che gli altri appetiti sono saziati.

Io non lo so ma questi discorsi mi fanno venir fame...
Comunque era l'Economist del 20 dicembre scorso
J. D.

lunedì 9 febbraio 2009

Dite quello che volete: vi piaccia o non vi piaccia, abbiate capito o no tutto sul jazz, questo libro dovreste leggerlo. (Mi vergogno sempre a parlare di libri sul jazz: Maurizio Ruggeri una volta mi ha detto: «Tu leggi troppo e ascolti troppo poco». Ha ancora ragione...)

Forse Marsalis ha un che di messianico che non può risultare simpatico. La sua partecipazione ai documentari di Ken Burns, ad esempio, è stata molto criticata proprio per il protagonismo di W.M., quasi il «Vero Custode dell'Ortodossia Jazz».

Eppure il personaggio è affascinante, nel suo candore. Prima di tutto si confida in modo abbastanza sincero: spiega quanto fino ad un certo momento della sua vita non avesse capito niente della cultura nera (!). Spiega anzi come lui e molti altri giovani afromaericani negli anni '80 abbiano coscientemente ripudiato il blues perché era una musica da schiavi, mentre loro si sentivano invece liberi cittadini americani.

Da buon tradizionalista moderno, Marsalis chiede la rivalutazione dello swing («La nostra attuale mancanza di rispetto per lo swing può essere paragonata allo stato attuale della nostra democrazia (...) Perché il potere sia efficace è imprescindibile accortezza di mantenerlo unito e saperlo condividere con gli altri», pg. 47) e del blues («Ho imparato che il più grosso errore che può commettere un jazzista è allontanarsi dal blues», pg. 68). E nella sua semplicità è molto convincente. Ci spiega come dovrebbero suonare il contrabbasso e la batteria, che ruolo ha la chitarra nel jazz (bellissimo: «la chitarra ritmica è il più sacrificato degli strumenti, che accetta di fare meno di quel che potrebbe perché gli altri possano fare di più. La chitarra ritmica è di gran lunga lo strumento più sommesso, ma è anche il più centrale. Suona ogni beat come a ricordarci "Qui è casa tua"», pg 28).

Alla fine, il suo libro fornisce un agile manuale di comprensione del jazz utile per tutti coloro che «lo conoscono» ma «non lo capiscono». In effetti, d'ora in avanti sapremo rispondere a chiunque usi questa argomentazione: «Non capisci il jazz? Leggi Marsalis che te lo spiega».

Scherzi a parte, il libro è fatto molto bene e, simpatico e antipatico che possa essere il suo autore, merita attenzione.

Citazione conclusiva: «Quelli che scrivono di jazz, per complicati motivi tutti loro o perché le brutte notizie rendono più interessante la lettura, hanno sempre insistito sui lati peggiori della vita dei musicisti. I musicisti ci marciavano sopra e amavano apparire come duri oltremisura. Qualcuno lo era veramente, ma solo qualcuno. Gli scrittori hanno fatto un lavoro in larga scala per mistificare la vita dei negri creando e perpetuando degli stereotipi» (pg. 75). Non è Amiri Baraka. È Wynton Marsalis...

J.D.

Non siamo soli!

Fare informazione sul jazz in Ticino? Non è facile, anche se non manca certo l'occasione, il concerto da recensire, il personaggio da avvicinare. La carta stampata, o di riffa o di raffa, prima o poi ci arriva. Fare informazione sul Web (per quanto molto più accessibile e veloce) è molto più difficile però.
In tempi passati per una botta di c**o qualche articolo su Ticinonline c'era capitato (ma erano secoli fa, secoli fa, secoli fa ).

Oggi scopriamo con gioia (e scusate se non ce ne eravamo accorti prima che l'AMIT ) ha una interessante pagina di news sul suo sito.

La segnaliamo molto volentieri: è bello non sentirsi soli, in questo mare di silenzio! E link finisce dritto nei nostri preferiti.

Forza ragazzi (e bravo Pito).

J. D.

martedì 3 febbraio 2009

E già che siamo ad Ascona...

... restiamoci per parlare del festival che è stato presentato nei giorni scorsi alla stampa. Sarà il 25mo anniversario (dal 25 giugno a 5 luglio) e sembra ieri che andavamo in Piazza Cioccaro ad ascoltare Oscar Klein in quel New Orleans festival luganese che era l'UR-Jazzascona.

A parte il fatto che la comunicazione è diventata talmente precoce che in gennaio siamo qui a parlare di un festival che ci sarà fra sei mesi (d'altra parte è vero che per bucare il silenzio stampa di cui sembra afflitto il jazz bisogna mart(in)ellare i media 6 mesi prima) per quel che riguarda Jazzascona viene in mente quello slogan di "Radio varese 100 e 700" (erano più o meno gli anni di cui sopra): "l'unica radio libera nell'occidente occupato". E JA è certo "l'unico festival jazz nel panorama ammorbidito" delle rassegne in cui si mescola tutto per non scontentare nessuno.
Anche loro hanno i bei grattacapi: tra sponsor e albergatori tutti sono lì a pregarli in ginocchio di cambiare tiro: "e portate un bell'evento!", "e invitate qualche pop star!", "e facciamo un bel concertone che la gente poi parla di noi".

Ragazzi è dura: l'uomo lametta Nicolas "Gillette" tiene duro e, ziczic, ci porta qui anno dopo anno dei grandi della storia del jazz. Da essergli riconoscenti, non è uno scherzo. Quest'anno arriva, ad esempio Chris Barber. E perché non andare a sentirlo, sto vecchietto che ha il merito del grandissimo divulgatore?

I nomi che si fanno per ora sono interessanti ma Gilliet sta ancora ben abbottonato. Si parla di soul-jazz (il batterista Bernard “Pretty” Purdie, l’organista Reuben Wilson) e del mito di Big Joe Willams rivisitato da Kevin Mahogany. Kansas City sembra la città di riferimento al New Orleans Festival. Vediamo come va. Ma se vi siete persi JazzAscona in questi ultimi anni è un po' peccato.

Attenti alla Sindrome del Ceneri: parlando di jazz ai sottocenerini sembra più vicino Milano, ma non è così...

J.D.